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Liceo Classico Statale Gabriele D'Annunzio

 

Al solo sentir nominare questo nome la maggior parte di noi sopravvissuti ha un tremolio nella voce e nei gesti...

Il mio esame di stato fu qualcosa di scandaloso...7 professori seduti a ferro di cavallo spiavano le mie mosse,

ben 5 dei quali erano esterni per un gioco della sorte (non sto scherzando).

<<Il candidato si sieda>> (questo dare del "lei" era una presa per il culo del mio prof. d'inglese)

<<Veramente ho portato la tesina sul computer, dovrei stare in piedi>>

<<Come preferisci>>

<<Dunque, la mia tesina...>>

<<Un discorso non si inizia mai con dunque>>

<<Andiamo bene....sì, la mia tesina tratta della Natura da differenti punti di vista ecc. ecc.>>

10 minuti di monologo nell'indifferenza totale, mentre la metà della commissione sorseggiava caffè e

parlava di quanto facesse caldo.

<<Bene ora siediti>>

<<Veramente non avrei finito>>

<<Non importa vieni qui>>

<<Iniziamo con l'Italiano (prof. interno). Fammi un parallelo tra la natura di Pascoli e quella di

D'Annunzio>>

(domanda preparata, 10 e lode)

S'intromette l'esterna di latino e greco :

<<Scusa scusa, mi è venuta in mente un'idea : parlami della natura nel Paradiso di Dante>>

<<La natura...uhm....nel Paradiso tutto trascende l'umano, dunque direi che...la natura non c'è>>

<<Bravo bravo! Ma come si chiama questo ragazzo? (avevo appena detto il mio nome al Presidente di

commissione)>>

<<Ora passiamo a filosofia. Tu hai parlato di Hegel, ora dimmi la concezione della Natura da parte di

Schopenauer, Schelling e cerca di farci rientrare anche Marx, mi pare che prima avessi accennato

all'alienazione dei paesaggisti dell'800 in Storia dell'Arte>>

Tralascio i commenti che feci sulla mente bacata di quell'uomo....cosa cazzo c'entra Marx coi

paesaggisti.....vabbè......

Rispondo bene o male a tutto e lui se ne esce :

<<Bravo, si vede proprio che tu la filosofia la studi con metodo>>

Il mio libro di filosofia è ancora nel cellophan.

<<Bene, è la volta di latino e greco. Scegli tu da dove iniziare>>

<<Uhm..latino?>>

<<D'accordo. Parlami di Callimaco>>

<<Questo è greco>>

<<Ah sì..ma tu cos'avevi detto? Latino o greco?>>

<<No no va bene, greco...dunque...>>

<<Un discorso non si inizia mai con dunque>>

<<Ssssssì....allora, Callimaco.....a dire il vero ho un vuoto su Callimaco...>>

<<Ahhh non preoccuparti capita anche a me.....allora parlami di Teocrito>>

<<Di Teocrito ne ho parlato nella tesina veramente....>>

<<Giusto giusto, allora passiamo al latino...parlami di Marziale>>

Marziale.....ci avrei giurato..le mie parole del giorno prima mi risuonarono in mente "Marziale....chi

cazzo è Marziale.....non me lo chiederanno mai"

- SILENZIO -

<<Coraggio, su, Marziale scrisse epì...epì....>>

<<Epistole?>>

<<Epigrammi>>

<<Ah già>> gli epigrammi fortunatamente sono uguali per tutti, conosci un autore e sai tutti gli altri.

Così me la cavai anche con Marziale e fu il turno della fisica. Professore esterno.

<<Se io prendo un lago e sopra ci metto 10 cm di ghiaccio i pesci muoiono? Perchè?>>

Rido. Sudo. Rispondo serio e passa alla seconda domanda.

<<Le leggi dell'ebollizione>>

Facile. Sapevo solo quello. Matematica.

<<Scegli un argomento a piacere>>

Scelgo un argomento a piacere e come da tradizione mi ci incarto. Dopo un po' di silenzio passo a

inglese. Domande previste. Tutto ok.

Il prof non ha sgarrato e la sua auto rimarrà senza graffi. Per qualche giorno ancora.

Per ultima, storia dell'Arte. Era stato un esame non brillante fino ad allora, ma comunque buono nel

complesso. A Storia dell'Arte avevo un misero 6, e se il libro di Filosofia almeno l'avevo comprato,

quello di Arte non l'avevo mai avuto neanche in prestito.

<<Fammi una breve sintesi del programma di quest'anno>>

Attonito. Perplesso. Ignaro. Guardo quella donna coe per dirle "dai, fammi la domanda vera, basta con

gli scherzi". Ma la domanda vera era quella.

<<Sai, è stata la tua insegnante a suggerirmela, dice che quando ti applichi sei molto bravo>>

Già, quando mi applico. Forse. E comunque, non in Storia dell'Arte. E comunque non con quella troia

della mia prof.

- SILENZIO -

Cerco di ricordarmi la targa dell'auto di quella stronza, ma non mi viene in mente. Quando inizio a

pensare che in fondo tutti i professori devono morire nelle più atroci sofferenze la mia prof.

d'Italiano mi apre davanti il libro di Arte e dice alla collega :

<<Il ragazzo ha bisogno di qualche riferimento più preciso, fagli tenere il libro davanti almeno>>

Lessi ogni parola, aggiungendo e sottraendo di mio ad una velocità impressionante.

<<Bene. Puoi andare>>

 

Sapevo che qualcosa era cambiato. Sapevo di essere cresciuto, in quella stanza grigia. Appena fuori vidi

Gaetano il bidello che stuzzicava gli esaminandi chiedendo loro

<<Ci si it là?>>

la gente puntualmente cadeva nel suo tranello rispondendo <<Addò?>>

e lui pronto <<Affangul!!!>>

Ma non io. Io mi avvicinai e lo presi di spalle. Urlai nelle sue orecchie

<<Gaità ci si it là?>>

e lui stupito <<Ci sting aì mò>>.

Quel giorno crebbi dentro e fuori.

Povero Gaitano.

 

Cristo come sei palloso.....fammi tornare alla Home Page